domenica 15 gennaio 2012

IL PENTACOLO DA WIKIPEDIA.


Il pentacolo (o pantacolo, o pantaclo, a seconda della pronuncia e preferenza) è un simbolo esoterico comparso innumerevoli volte e con innumerevoli significati nella storia. È costituito da un pentagramma inscritto in un cerchio; quest'ultimo rappresenta, nella maggior parte delle interpretazioni l'infinitezza dell'esistente, le punte della stella invece rappresenterebbero i cinque elementi su cui si basano le leggi dell'universo. Oggi è ampiamente utilizzato come simbolo sacro tra i pagani, data la grande valenza mistica espressa da questo simbolo occulto. Le vere origini del pentacolo sono probabilmente andate perdute, tuttavia si è a conoscenza del fatto che in epoca classica era fortemente in uso tra i pagani cultori della dea Venere. Viene utilizzato in particolare durante i riti religiosi, ma è spesso portato al collo, come pendente, dai fedeli al Paganesimo moderno. Nell'occultismo in generale è utilizzato, entro il triangolo di evocazione, come catalizzatore dei contatti tra il mondo umano e il mondo spirituale. Parecchie varianti del pentacolo possono essere trovate all'interno dei grimori e nella Chiave di Salomone.
Pochi sanno che l'origine grafica di Pentacolo è associato al pianeta Venere, deriva dal fatto che ogni otto anni sulla sua eclittica traccia un Pentacolo perfetto. Le popolazioni innanzi a questo fenomeno scelsero il Pentacolo come simbolo di perfezione. Attribuirono alle punte i seguenti significati: in senso orario a partire dalla punta superiore, Spirito e i quattro elementi (Acqua, Fuoco, Terra, Aria).
Etimologie[modifica]
L'etimologia del termine pentacolo è controversa e difficilmente si può affermare ve ne sia una accertata. Secondo alcune teorie deriverebbe dal greco panta (παντα), che significa "tutto" e kleos (κλεος), che vuol dire "azione gloriosa, eccelsa"; in tal caso, la derivazione enfatizzerebbe il significato di amuleto, portafortuna, funzione che è tradizionalmente associata al pentacolo. A differenza di come potrebbe sembrare, pare che il termine non abbia nulla a che fare con il penta ("cinque") greco, sebbene effettivamente la stella interna sia un pentagramma. Un'altra teoria vuole che l'espressione derivi dal latino o italiano pendere, e che quindi sarebbe una deformazione di pendacolo, ovvero pendaglio.
Significati[modifica]
A differenza di quella che è stata per secoli la credenza popolare, il significato originale in passato del pentacolo non era negativo, o correlato alla figura di satana. Il pentacolo venne infatti, come tutti i simboli pagani, trasformato in simbolo demoniaco e legato alle forze oscure, con lo sviluppo della religione cattolica. Da qui i satanisti presero il simbolo e lo girarono con la punta rivolta in basso, cioè verso satana, in segno di protesta alla religione cristiana e a Cristo stesso, rifiutandolo come Dio. Il pentacolo era al contrario ampiamente utilizzato come simbolo sacro nella pratica dei culti legati alla dea pagana Venere, incarnazione della forza, della bellezza e soprattutto della sessualità mistica. Il geroglifico con cui si nomina il regno dell'oltre tomba (Duat) egizio tuttavia è proprio un cerchio in cui è iscritta una stella a cinque punte rivolta verso l'alto. In quel regno dominato da Osiride le anime i cui cuori pesano più di una piuma per i peccati compiuti vengono destinate al dio Ammit, un animale mostruoso che le divora. Tutto fa dunque pensare che il geroglifico egizio antichissimo simbolo degli inferi in cui sono mandate le anime dei peccatori sia a ragione una sorta di protosatanismo. Oggi per altro la stella a cinque punte rivolta verso l'alto è un simbolo diffusissimo, per esempio nel logo della Repubblica Italiana, o in quello della casa discografica Virgin, che sia nel nome che nel simbolo (una stella rossa a cinque punte)[senza fonte] si richiama alla sessualità.
Il pentacolo è una rappresentazione del microcosmo e del macrocosmo, combina cioè in un unico segno tutta la mistica della creazione, ovvero tutto l'insieme di processi su cui si basa il cosmo. Le cinque punte del pentagramma interno simboleggiano i cinque elementi metafisici dell'acqua, dell'aria, del fuoco, della terra e dello spirito. Questi cinque elementi sintetizzano quelli che sono i gruppi in cui si organizzano tutte le forze elementali, spiritiche e divine dell'universo. L'ultimo elemento, lo spirito, non è altro che l'energia mistica emanata da Dio; questa energia si elabora e si manifesta condensandosi e andando a costituire le particelle subatomiche della materia. È l'energia che compone tutto l'universo, e della quale l'uomo non sa spiegare l'origine, la Fonte.
Il rapporto tra i vari elementi rappresentati all'interno del pentacolo è detto essere una riproduzione in miniatura dei processi su cui si basa il cosmo. Questo processo inizia dall'elemento dello spirito, il quale si manifesta dando origine a tutto ciò che esiste. La creazione si verifica partendo dalla Divinità e scendendo verso la punta in basso a destra, simboleggiante l'acqua, ovvero la fonte primaria e sostentatrice della vita sulla Terra. Dall'acqua ebbero origine le primissime forme elementari di vita, le quale poi evolsero con il passare dei millenni staccandosi dall'elemento primordiale. Dall'acqua il processo creativo risale verso l'aria, la quale rappresenta le forme di vita sufficientemente evolute da potersi organizzare da sole, prendendo coscienza del proprio se. Questi esseri, dalla loro innocenza originaria, si evolvono e si organizzano moralmente e tecnologicamente, procedendo lungo la linea orizzontale verso la terra a destra. La terra simboleggia il massimo grado di evoluzione che un'epoca può supportare, quando questo diviene troppo ingente avvengono delle ricadute, sotto vari punti di vista, ma innanzitutto sotto il profilo spirituale. L'essere si allontana dallo spirito, degradando verso il basso, il fuoco, simboleggiante l'apice della degenerazione. In seguito alla depressione avviene però sempre una ripresa, un ritorno alle origini, in questo caso allo spirito, l'essere umano riscopre la spiritualità. Letto in senso escatologico, questo processo potrebbe anche simboleggiare il ciclo delle reincarnazione, assimilato da parecchie tradizioni neopagane: lo spirito, in quanto fonte di ogni cosa, è fonte anche dell'uomo, quest'ultimo (e con esso qualsiasi essere animato o inanimato) completato il suo ciclo esistenziale, torna ad essere parte dell'Uno cosmico, si unisce a Dio. In seguito a questa unione la sua anima potrà iniziare una nuova esistenza.

Il pentacolo rovesciato, associato al satanismo.
Il pentacolo è dunque una riproduzione in miniatura del processo creativo e immanente che regge l'universo. Bisogna fare attenzione a distinguere quello che è però il significato attribuitogli dai pagani da quello che è il significato per il quale lo utilizzano i satanisti. Essenzialmente il significato base è in entrambi i casi quello sopra descritto, quello che cambia nelle due versioni del pentacolo è la posizione degli elementi: per il Neopaganesimo il pentacolo va rivolto verso l'alto, in quello che è il suo orientamento tradizionale. Lo spirito posto in alto simboleggia il rapporto che deve intercorrere tra la spiritualità e il mondo materiale, in cui la prima deve prevalere. Il significato satanista invece è decisamente negativo: in questo secondo caso la materia (fuoco e terra) viene posta in alto, simboleggiando la sua predominanza sullo spirito. In questo contesto appare visibile come in alcune sfumature la dottrina pagana e quella satanica non siano solo diverse ma anche opposte. Si può facilmente ipotizzare che il satanismo abbia assunto come proprio simbolo un pentacolo rovesciato come forma di protesta nei confronti del Cristianesimo. La religione satanica nasce infatti come opposizione netta a quest'ultimo, rifiutando il concetto di sottomissione dell'uomo al Dio Cristiano, da qui il ribaltamento della figura pentacolare.
Altre interpretazioni vedono nel pentacolo non solo una rappresentazione del rapporto tra il mondo divino e quello fisico, ma anche una rappresentazione della figura umana. Facendo riferimento al celebre Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci appare evidente come il pentagramma possa essere la rappresentazione schematizzata di un corpo umano con braccia e gambe divaricate. Il cerchio che attornia il pentagramma sta poi a simboleggiare l'infinito; dunque questa alternativa interpretazione simboleggerebbe la relazione che accomuna l'uomo all'infinitezza dell'universo e alla sua valenza mistica, ovvero la Divinità. Le tre punte superiori, inoltre, rappresentano i tre aspetti attraverso cui si manifesta la Divinità, ovvero la Dea triplice del Druidismo e della Wicca, sebbene il concetto di divinità tripartita sia comune a molte tradizioni pagane e anche indoeuropee. Le punte inferiori rappresentano invece il Dio nei suoi due aspetti di fertilità e divinità della fine della vita. I due spazi contenuti tra le tre punte superiori, sommati allo spazio contenuto tra le punte sottostanti, sempre ad interpretazione druidica e wiccana, rappresentano i tre gradi del rito iniziatico, mentre i restanti spazi laterali sono la rappresentazione dei due principi cosmici della Wicca, il maschile e il femminile, il Dio e la Dea, dall'interazione dei quali scaturisce tutta la manifestazione. Nel Paganesimo tradizionale, il pentacolo, spogliato dei significati dualistici della Wicca, mantiene comunque il suo profondo simbolismo inerente all'unione mistica dei due sessi, nella realizzazione di quello che è il mistero divino dell'esistenza e della nascita spirituale della vita. Nell'antichità era associato in particolare al culto della dea Venere.

LA STELLA A CINQUE PUNTE DI DON LUIGI VILLA.


La simbologia e il rituale sono «tutto» per la Massoneria! Il massone Augusto Lista scrive: «La Vera Iniziazione (…) è tutta, dico TUTTA, contenuta nel simbolismo e nella Rituaria Massonica»[1][1]
«Il simbolismo massonico, da un lato, e l’organizzazione ferrea, dall’altro, sono i due pilastri sui quali poggia l’edificio massonico, assai più che sui vaneggiamenti pseudoscientifici che nessuno intende e nessuno convincono»[2]
[2]
Nella miriade di simboli che fronteggiano il massone da quando entra in Loggia, ve n’è uno che spicca e che ha il predominio su tutti gli altri: è il simbolo della «Stella a cinque punte», «Il Simbolo massonico» per eccellenza!
Il dizionario dei simboli massonici lo fa assurgere a «simbolo massonico» per antonomasia.
Difatti, questa «Stella», si trova sui fazzoletti massonici, sui tappeti e sui quadri di Loggia, sugli schizzi e sulle rappresentazioni della Loggia; la si vede scolpita sui monumenti, incisa sui gioielli e medaglioni massonici; essa compare sui ritratti degli iniziati, sulle rappresentazioni allegoriche massoniche; compare sugli emblemi del 2°,3°,4°, 9°,12° e 24° grado del Rito Scozzese della Massoneria; essa spicca sui «grembiuli» massonici dell’«Apprendista» e del «Maestro»; viene collocata nel punto centrale della «collana» che portano i Grandi Maestri; ma il suo posto più elevato è alla sommità del Palazzo della Grande Loggia d’Inghilterra (la Freemason’s Hall), situata nella via: «Great Queen Street’s di Londra!


Stella a cinque punte: simbolo dell’uomo
Il tema centrale e il segno dominante del simbolismo massonico è l’Uomo. L’uomo ispira tutta la simbologia massonica: «Tutti i riti, le favole, le leggende, i miti, si riferiscono ad un solo argomento: l’uomo. Così, è anche per il simbolismo massonico»[3][3]
Ora, il vero «Spirito» non è quello sentimentale, ma quello iniziatici.
Il massone, nella composizione della «Squadra» e del «Compasso» - i simboli più comuni coi quali si manifesta la Massoneria - «vede» il «Pentagramma» (o Stella a Cinque punte) sia inscritto che circoscritto[4]
[4].
E, nelle sue raffigurazioni esplicite, come in quelle sottese occulte, la «Stella a cinque punte» supera per importanza, tutti gli altri, anche per la sua capacità di esprimere e di simboleggiare gli aspetti antropologici e quelli fisici, fino alle peculiarità più radicate e profonde della natura umana!
Così, la «Stella a cinque punte», o «Stella fiammeggiante», per la Massoneria diventa il più profondo e il più sacro dei suoi simboli!
Guillemain de Saint-Victor afferma: «La Stella fiammeggiante è il centro da dove parte la luce».[5]
[5]
Gédagle scrive: «La Stella fiammeggiante rappresenta la luce che illumina i discepoli dei Maestri (…); essa è, dunque, il simbolo dell’intelligenza e della Scienza»[6]
[6]
In un documento massonico si legge: «La stella fiammeggiante è l’emblema del libero pensiero, del fuoco sacro del genio, che eleva l’uomo a grandi cose»[7]
[7]
Il Wirth osserva che: «Il Pentalfa (...) è un simbolo magico che si riferisce ai poteri della volontà umana»[8]
[8]
Nel dizionario dei simboli massonici, la Stella a cinque punte ha questo significato: l’uomo.
Il massone Gorel Porciatti scrive: «La stella fiammeggiante che appare al Compagno vincitore delle attrattive terrene è la stella del Genio Umano; ha cinque punte, che corrispondono alla testa e alle quattro estremità dell’Uomo; è la Stella del Microcosmo che, in Magia, impersonifica il segno della Volontà Sovrana, cioè dell’irresistibile mezzo di azione dell’iniziato. Per avere questo valore, essa deve essere tracciata in guisa da potervisi inscrivere una figura umana: deve, cioè avere la punta rivolta verso l’alto».[9]
[9]
L’uomo all’interno della Stella a cinque punte, certe volte, è associato ai 7 simboli dei corpi celesti; il Wirth, nel suo libro «I Tarocchi», ci chiarisce che l’amalgama di questi 7 simboli formano un monogramma che «si collega al diavolo»!
Si comprende, così, perché i programmi della sètta siano iscritti nella sua simbologia e perché essa raramente rinunci a siglare con i suoi simboli le sue iniziative e i suoi trionfi, e, quindi, le vicende storiche che promanano dalle sue logge, così come le istituzioni su cui essa esercita il suo dominio occulto. Ed è proprio la «Stella a cinque punte», o «Pentalfa massonico», il simbolo con cui essa, più frequentemente, ama marchiare le proprie conquiste e simboleggiare il proprio dominio!
Infatti, è la stessa Stella che ricopre la bandiera degli USA. E’ la stessa Stella che contrassegnava la «Rivoluzione bolscevica»; è la stessa Stella che compariva sullo stemma delle «Brigate Rosse»; è la stessa Stella che compariva sullo stemma dell’ex PCI e su quello dell’ex PDS; è la stessa Stella che campeggia sulla bandiera cinese, cubana, Nord-coreana, vietnamita, algerina, tunisina, marocchina, somala, e sulle bandiere della maggior parte degli Stati, come pure sullo stemma della Repubblica italiana!
La «Stella a cinque punte» compare anche sugli emblemi dell’esercito americano come su quello russo e cinese. Questa Stella spicca anche sulla «Medaglia dell’Ordine della Rivoluzione d’ottobre».
Anche le stellette sul bavero delle divise militari italiane hanno lo stesso significato. Esse vennero prescritte nel 1871 dall’allora Ministro della Guerra, Cesare Ricotti-Magnai, che, da buon massone, aveva soppresso i Cappellani militari e la Messa festiva, «sostituendo la croce dei Savoia con la Stella massonica»[10]
[10]
La «sorella» Marie Rygier della loggia francese «Diritto Umano», in un suo libro, scriveva in proposito: «…(la massoneria) ha dato all’Italia il suo tesoro più prezioso: il pentalfa sacro, ed ha voluto che la Stella fiammeggiante fosse messa in mostra sull’uniforme dei soldati, indubbiamente perché la sua virtù magica del sangue, versato per la patria, vitalizzasse l’augusto pentacolo»[11]
[11]
Recentemente, anche l’Avvenire, in una articoletto dal titolo emblematico: «Stella massonica nella piazza del Palazzo», parla del rifacimento dello splendido piazzale antistante il Palazzo Montecitorio, “impreziosito” con una nutrita «serie di stelle a cinque punte, ossia con il simbolo più importante e più universalmente noto della Massoneria»

Stella a cinque punte sulla fronte del Baphomet
La Stella a cinque punte brilla sulla fronte del «dio» della Massoneria; il «Baphomet».
Alphonse Louis Constant definisce il Baphomet: «Il Becco del Sabbah», e cioè il Demonio. Poi, afferma: «Diciamo arditamente e altamente che tutti gli iniziati alle scienze occulte hanno adorato e adoreranno sempre ciò che è significativo da questo simbolo».
Padre Rosario F. Esposito scrive che il Baphomet «era portato in processione durante il rito di iniziazione del grado 29° (Grande Scozzese di Sant’Andrea in Scozia) ed è oggetto di pseudo-adorazione in numerose iniziazioni femminili.
Le cerimonie che si celebravano un tempo, in suo onore, erano le medesime di carattere fallico, celebrate in onore del Bue Api» [12]
[12]
Il Baphomet, dunque, sarebbe il dio della morale immonda! Non solo.
La Stella a cinque punte, dunque, sarebbe il simbolo di questa “lurida morale”. E’ il massone Gorel Porciatti che lo dice: «La Stella se rovesciata…diventa il simbolo dell’animalità degli istinti immondi; in essa, così rovesciata, si può inscrivere la testa di un Becco (la testa del Baphomet)»[13]
[13]
Il Massone Jules Doinel, fondatore e vescovo della «Chiesa Gnostica», nel suo libro «Lucifero smascherato», è ancora più esplicito: «La Stella fiammeggiante è Lucifero stesso»; e aggiunge che, a ciascuna delle punte della Stella, corrisponde uno dei cinque sensi dell’uomo.
Il massone Alphonse Louis Constant, nel suo libro: «Rituale dell’Alta Magia», a questo proposito, scrive: «Quella stella indica la presenza di Satana e della luce che egli irradia sulla Massoneria».
L’insegnamento totale dei 33 gradi del Rito Scozzese della Massoneria è contenuto in questa sola frase: L’Uomo è, a se stesso Dio, Pontefice e Re: egli è simile all’Altissimo!
Ora, questa auto-divinizzazione dell’uomo costituisce la prima «triplice verità»: il «PRIMO TRIANGOLO». La seconda «triplice verità» è l’auto-divinizzazione della Framassoneria: il «SECONDO TRIANGOLO». La terza «triplice verità» è l’auto-divinizzazione dei Capi della Framassoneria: il «TERZO TRIANGOLO».
Ecco il segreto più profondo e gelosamente custodito dai vertici della Massoneria! Ciò che rimane da sottolineare è che questa «verità senza veli», e cioè l’auto-divinizzazione dell’Umanità, della Framassoneria e del Battaglione che la comanda, costituiscono le tre «triplici verità che, rappresentate da tre triangoli «aurei», tra loro intrecciati, compongono la Stella a cinque punte.
Il culto di Lucifero, così manifesto nelle «istituzioni segrete» o nei documenti più riservati della Massoneria, viene, però, presentato, pubblicamente, quasi sempre sotto forma, più presentabile, di «religione dell’uomo» o «religione dell’umanità».
















mercoledì 11 gennaio 2012

EINSTEIN.


"Indubbiamente cattivo è colui che abusando del proprio ruolo di potere e di prestigio, commette ingiustizie e violenze a danno dei suoi simili; infinitamente più cattivo è colui che pur sapendo dell’ingiustizia subita da un suo simile, tacendo, acconsente a che l’ingiustizia venga commessa”.
 

Albert Einstein.

I NUOVI DELITTI DEL MOSTRO DI FIRENZE.


Ora per capire bene quello che sta succedendo a Firenze è necessario focalizzare l’ attenzione sulla primavera del 2008. Innanzitutto la vicenda del piromane di Firenze. La verità ufficiale massonica vuole che il piromane sia un fiorentino trentasettenne con dei problemi psichici ma come in tanti casi analoghi le contraddizioni dell’ indagine sono enormi. Alcuni incendi sono stati fatti alla stessa ora in punti diversi della città. Non è possibile percorrere le distanze tra i punti in cui sono avvenuti gli incendi compatibilmente con i tempi in cui sono avvenuti gli incendi stessi. Non è mai stato colto nell’ atto di dare fuoco a qualcosa e tutto l’ impianto accusatorio si basa solo su una serie di indizi. Alcuni incendi sono avvenuti in zone a traffico limitato protette dalle telecamere. Quindi è impossibile per un cittadino comune entrare in quelle zone con la macchina. Mentre l’ accusato degli incendi del piromane è detenuto in un ospedale psichiatrico quegli incendi ricominciano con le stesse identiche modalità e non solo ciò non è sufficiente agli inquirenti per scagionare il presunto piromane ma addirittura non viene svolta alcuna indagine per risolvere il nuovo caso. La vicenda del piromane inoltre è servita per oscurare un’ altra vicenda piena di contraddizioni avvenuta in quella calda estate del 2008. Il presunto suicidio nel carcere di Sollicciano del tecnico informatico Niki Aprile Gatti. Arrestato per frode informatica in una società con sede a San Marino è l’ unico degli arrestati condotto nel carcere di Firenze ( un carcere di massima sicurezza per una accusa di frode informatica ). Gli altri sono tutti condotti nel carcere di Rimini. E’ l’ unico degli arrestati che vuole collaborare con gli inquirenti. Gli altri si avvalgono tutti della facoltà di non rispondere. Mentre è in isolamento riceve un telegramma che lo induce a cambiare avvocato. Non si sa come gli è stato recapitato né da chi. Il telegramma viene spedito dalla casa di Niki che avrebbe dovuto essere sotto sequestro. Dal verbale risulta che un agente aveva parlato con il ragazzo alle 10. Ma l’ ora della morte è fissata proprio alle 10. I due compagni di cella non riescono a ricostruire l’ accaduto in maniera credibile perché le due versioni dei fatti sono discordanti. Niki si sarebbe impiccato con il laccio di una scarpa e un paio di jeans appendendosi alla finestra del bagno senza l’ altezza necessaria. Manca l’ esame tossicologico sulle cause della morte. Senza seguire le normali procedure, che prevedono che la direzione del carcere avvisi la polizia, la quale si deve recare dai parenti insieme ad uno psicologo, qualcuno ha telefonato direttamente sul cellulare della madre per avvisare del suicidio. Tutto questo firmato 24 giugno, festa di S. Giovanni patrono della Rosa Rossa. Ma i riferimenti esoterici sono solo una conferma di riferimenti concreti quali l’ impossibilità che tutti quegli incendi siano stati fatti da una singola persona o che una persona si suicidi con il laccio di una scarpa . E anche il movente, quella che è stata definita l’ inclinazione morbosa, impulsiva e invincibile ad appiccare il fuoco, non regge il confronto rispetto al movente politico. Attualmente Firenze è un luogo in cui l’ infiltrazione della massoneria all’ interno delle Istituzioni ha raggiunto livelli pericolosi e un gruppo organizzato di persone mira al controllo di ogni aspetto della vita politica costituendo una forte minaccia per i principi costituzionali della democrazia e della sovranità del popolo. Ma un altro aspetto finora poco noto all’ opinione pubblica costituisce un punto chiave del progetto massonico: gli esperimenti esoterici e la pratica di magia nera. Da quel poco che se ne sa sembra che i coinvolgimenti eccellenti nelle sette sataniche siano all’ ordine del giorno e che questi esperimenti avvengano in un quadro di forti coperture istituzionali. Così sono avvenuti i delitti del mostro di Firenze di cui Pietro Pacciani è solo una parte marginale del problema e probabilmente il gruppo di assassini che ha fatto la maggior parte di quei delitti è ancora libero e operativo. Ora ciò che è importante evidenziare è la filosofia satanista che è alla base di questi delitti proprio perché è agli antipodi di un modo di pensare civile. La prima cosa che balza all’ attenzione di un modo di pensare civile è l’ efferatezza di questi delitti. In un caso sono state inferte alla vittima addirittura novantasei coltellate. Vediamo di capire quale è lo scopo di tale comportamento. Non è solo uccidere perché per uccidere basta molto meno. Secondo me lo scopo è far soffrire la vittima perché la sofferenza della vittima ha un valore esoterico funzionale alla realizzazione della magia nera. Cioè l’ operatore di magia nera assume maggiore potenza se i suoi influssi sono stati intrisi nell’ energia della vittima. Inoltre l’ operatore di magia nera crea attraverso delitti e pratiche esoteriche un campo emotivo favorevole allo sviluppo dei suoi piani. Questa filosofia satanista così lontana da un modo di vivere e di pensare civili viene invece condivisa da persone che appartengono alle istituzioni e che impediscono che vengano svolte indagini tese all’ individuazione delle sette sataniche e dei loro delitti. Contemporaneamente questa filosofia viene affiancata da una strategia della tensione che nasce in ambienti massonici per tenere il cittadino di Firenze depresso e all’ oscuro di quanto avviene nelle stanze del potere. Secondo me è in questa ottica che può essere vista la vicenda del piromane di Firenze che, pur essendo per contenuti molto meno grave della vicenda del mostro, nasce dalla stessa matrice. Non una persona psichicamente instabile, ma un gruppo organizzato di persone che ha concepito lucidamente quegli incendi e lo scopo, come nel caso del mostro, è far soffrire non più una singola vittima ma una città intera che attraverso la sofferenza viene abituata alla perdita dello stato di diritto e alla soppressione delle istanze democratiche. E’ da notare come la vicenda del piromane sia caratterizzata dalla stessa matrice della vicenda del mostro anche dal punto di vista dell’ informazione: questo gruppo organizzato di persone ha dimostrato una capacità di controllo sui mezzi di informazione che la dice lunga sulla libertà di pensiero ammessa al giorno d’ oggi a Firenze. Non viene neanche presa in considerazione l’ ipotesi che a fare tutti quei delitti o tutti quegli incendi sia una organizzazione di persone. Vengono compiuti sforzi enormi per condizionare il modo di pensare della gente e per tenere lontano ogni sospetto dalle indagini su quel livello superiore che anche nel caso del mostro ha trovato ostacoli insormontabili. E qui passiamo a considerare un altro punto del progetto massonico finora non evidenziato abbastanza: esiste una volontà di limitare la libertà di pensiero e di indebolire la forza di volontà del cittadino. Quello che sta succedendo a Firenze, oltre a un tentativo di sovvertire i principi della costituzione, è un esperimento di psicologia esoterica di alto livello: indebolire la forza di volontà del cittadino e costruire un mondo di persone incapaci di pensare in modo autonomo. Resta inteso che chi non accetta di essere inquadrato in questi schemi viene perseguitato e soppresso. Niente di meno dei campi di concentramento nazisti. E soprattutto, quando una serie di delitti viene concentrata in un ristretto periodo di tempo, come l’ estate 2008, ciò significa che si vuole amplificare l’ effetto di terrorizzare il cittadino fiorentino e costruire i presupposti per rendere questa azione sempre più incisiva. Adesso hanno raggiunto il pieno controllo di tutti i centri del potere e cloneranno con sempre maggiore frequenza nuovi mostri capaci di commettere impunemente efferati delitti. Ma ricordiamo, per poi confrontare con quello che sta succedendo oggi, la frequenza con cui uccisero negli anni ottanta: 6 giugno 1981- quattro mesi dopo 22 ottobre 1981- otto mesi dopo 19 giugno 1982- un anno e tre mesi dopo 9 settembre 1983- dieci mesi dopo 29 luglio 1984- un anno e due mesi dopo 8 settembre 1985. L’ unica differenza con quello che sta succedendo oggi è che, mentre negli anni ottanta la vicenda assunse grande importanza mediatica e si continuava per mesi a parlare di un delitto, oggi le notizie relative a cadaveri ritrovati in un lago di sangue o con decine di coltellate su tutto il corpo vengono ridotte al minimo, in modo che nessuno riesca a farsi una chiara idea della vicenda e sistematicamente oscurate dopo due giorni, possibilmente dopo aver dato in pasto all’ opinione pubblica un presunto colpevole. L’ analogia con quello che successe negli anni ottanta invece potrebbe essere che tali delitti non sono commessi da soggetti malati o in preda a raptus passionali ma da soggetti sani in obbedienza ad affiliazioni massoniche. E sono tutti firmati in date di ritualità esoterica perfetta. Per esempio il delitto di Bagno a Ripoli del 9 maggio 2009. Come ho spiegato in altri articoli il nove maggio è probabilmente la data più significativa in assoluto per la massoneria. Il 9 maggio 1996 fu ucciso nel suo bagno Luciano Petrini, ingegnere informatico, colpito ripetutamente con un porta asciugamani a cui tolsero la guarnizione per renderlo più tagliente. Petrini aveva svolto consulenza nel caso Ustica sul suicidio del Colonnello dell’ Aereonautica Mario Ferraro, quel Mario Ferraro che venne trovato impiccato proprio al porta asciugamani del bagno, e sulla strage di Capaci in cui morì il giudice Falcone. Il 9 maggio 1981 morì per un infarto ritenuto da molti poco credibile il Capitano dell’ Aereonautica Maurizio Gari. La sera del disastro di Ustica era capo controllore di sala operativa presso il centro radar di Poggio Ballone. Certamente la sua testimonianza sarebbe stata di grande utilità all’ inchiesta. Senza dimenticare che il 9 maggio 1978 venne ritrovato il cadavere di Aldo Moro all’ interno di una renault quattro rossa ( la Rosa Rossa ) e probabilmente non erano solo le brigate rosse i mandanti del sequestro. Inoltre il 9 maggio è universalmente riconosciuto come il giorno della vittoria contro il nazismo soprattutto in Unione Sovietica, dove viene celebrato ogni anno come il simbolo del paese, perché il 9 maggio 1945 l’ Armata Rossa issò la sua bandiera su una Berlino completamente distrutta ed è noto che l’ ideologia massonica nasce in ambienti militari di estrema destra per cui uccidono in quella data anche per esorcizzare la fine del nazismo. Così il 9 maggio 2009 avviene il delitto di Bagno a Ripoli in cui un ragazzo avrebbe ucciso la ex fidanzata con un coltello e poi avrebbe rivolto la stessa arma contro se stesso togliendosi la vita. Il primo dubbio mi viene da una contraddizione insanabile. L’ ipotesi del suicidio sarebbe suffragata dal rinvenimento di un biglietto lasciato dal ragazzo nell’ auto in cui si scusa con i genitori. Inoltre aveva portato alla ragazza dei regalini nel tentativo di riappacificarsi. Una delle due ipotesi esclude l’ altra. Se si voleva suicidare non avrebbe comprato i regalini. Se si voleva riappacificare non avrebbe scritto precedentemente il biglietto di scuse con i genitori. A meno che non si voglia ipotizzare che, dopo aver ucciso la ragazza, abbia avuto la forza di scrivere il biglietto e poi togliersi la vita. Ma decido di approfondire e trovo su internet il seguente articolo ( di Gabriella Carlizzi ): “ Ora se analizziamo questa storia da un punto di vista criminologico per tracciare il profilo e la psicologia dei due giovani non troviamo elementi capaci di giustificare la contestualità dell’ “ omicidio-suicidio ” e tanto meno si giustifica l’ omicidio. La scienza ci insegna che nelle forme più esasperate dei sentimenti quando si minaccia il suicidio è perché si è pronti a rinunciare alla propria vita per l’ amore verso un’ altra vita. Lapo da un lato sperava di riconquistare Giulia e forse credeva che minacciando il suicidio la giovane avrebbe acconsentito a riprendere la relazione ma sicuramente in tale contesto Lapo non avrà mai pensato di uccidere la donna che tanto amava. E d’ altra parte Giulia doveva essere serena per la propria incolumità se ha accettato di incontrarsi con Lapo in un luogo appartato. Ma osserviamo un attimo la scena del delitto. I corpi dei giovani vengono ritrovati a cinque o sei metri di distanza l’ uno dall’ altro ed in mezzo un coltello, l’ arma del delitto. L’ auto di Lapo era chiusa a chiave. Immaginiamo che i due si fossero dati appuntamento, che Giulia fosse salita a bordo dell’ auto di Lapo e che i due per chiarire il loro rapporto si fossero appartati contestualmente. Parlano verosimilmente restando all’ interno dell’ auto e non possiamo escludere che si sia accesa una discussione anche animata, sicuramente nulla di pericoloso. Infatti se pensiamo ad un’ esplosione di una lite vera e propria i corpi sarebbero stati ritrovati all’ interno dell’ abitacolo e l’ interpretazione di un “ omicidio-suicidio ” sarebbe apparsa più verosimile. Secondo la ricostruzione ufficiale dei fatti i due ragazzi giunti sul luogo avrebbero iniziato a discutere in macchina, poi sarebbero scesi mentre lui aveva già preso un coltello ben visibile ed addirittura chiuso l’ auto a chiave. Non solo ma la donna che tanto amava prima di essere massacrata a coltellate viene picchiata, presa a calci e poi finita. Subito dopo Lapo si toglie la vita con tre tagli alla gola, evidentemente non riesce al primo colpo, insiste una seconda, poi una terza volta e sembra che il coltello sia stato ritrovato ad una certa distanza dal corpo. E ancora il cadavere di Giulia appariva a pancia in giù, segno del disprezzo che si ha di una persona anche dopo averla uccisa, ma anche segno di punizione. Erano questi i sentimenti che Lapo provava per la sua ragazza? Eppure all’ appuntamento era andato con un altro regalo e dunque come si può arrivare ad un gesto tanto efferato se si nutrono sentimenti sia pure morbosi ma che ancora donano e dunque privi di rivendicazione o di vendetta? E quel biglietto trovato nell’ auto di Lapo, un addio ai propri genitori del tutto inconsueto visto che nel contenuto si evidenzia un pensiero che appare quasi una provocazione. Scrive infatti Lapo: “ … e magari fate anche un altro figlio, in questo modo sarete più felici. Io vi guarderò sempre dal cielo, sarò il vostro angelo …”. E’ difficile che una persona che uccide e poi si uccide pensi di andare in cielo e diventare un angelo. Dunque da un lato lui chiede perdono per il gesto estremo e quindi è consapevole della importanza che ha per la propria famiglia, dall’ altro propone ai genitori una sostituzione, un rimpiazzo, quasi a disprezzare il dolore stesso che i poveretti avrebbero provato per la morte violenta del proprio figlio. Questi due elementi non sono compatibili in una unica mente e per tanto vi è il sospetto che qualcuno, consapevole dello stato di esasperazione di Lapo, dovendo compiere un duplice delitto, camuffato da “ omicidio-suicidio ”, abbia costretto il giovane a scrivere questo addio alla vita sotto dettatura usando toni che rasentano il sadismo. E allora potremmo immaginare uno scenario completamente diverso. Qualcuno aspettava sul posto i due giovani, magari aveva saputo del loro appuntamento e dove si sarebbero diretti. O quel luogo era loro consueto e il “ qualcuno ” ne era informato. I ragazzi, una volta appartati, mentre discutevano in auto sono stati fatti scendere e, dopo aver massacrato la ragazza, costretto Lapo a scrivere il biglietto d’ addio, si è simulato il suicidio, lasciata l’ arma del delitto e chiusa a chiave la Golf. E analizziamo un altro elemento: l’ incontro tra le famiglie delle vittime. E’ noto che abitassero a pochi metri di distanza e che si conoscessero. Si sa che sono famiglie religiose e che lo stesso parroco si è prodigato in questi giorni per lenire un dolore così grande. Possiamo anche comprendere che vi sono persone di animo nobile e che non conoscono sentimenti come il rancore, l’ odio, la vendetta e dunque affrontano vicende tanto gravi con compostezza e dignità. Ma a poche ore da un delitto così atroce è difficile pensare ad un incontro di condivisione del dolore tra la famiglia del carnefice e la famiglia della vittima. Quali sono le vere ragioni che hanno indotto un incontro così affrettato? Forse le stesse famiglie, magari consigliate dal parroco, sono state invitate a non pronunciare alcun sospetto che possa in qualche modo creare allarme alla comunità di Bagno a Ripoli? Consentiteci un ragionevole dubbio ”. Un’ altra firma è quella degli incendi del 22 maggio 2010, giorno di S. Rita festa della Rosa Rossa. Secondo la versione ufficiale ci sarebbe un’ altro piromane, oltre a quello detenuto da due anni in un ospedale psichiatrico. Ma le indagini non prendono in considerazione che l’ ambulanza della Misericordia di Rifredi incendiata è stata anche ricoperta da scritte contro i C.i.e. e il sentimento di odio verso gli immigrati è notoriamente un sentimento che nasce in ambienti militari di estrema destra. Avrebbe qualche motivo un piromane, un individuo posseduto da una inclinazione morbosa, impulsiva e invincibile ad appiccare il fuoco a manifestare dei sentimenti di odio verso gli immigrati? In questo spettacolare crescendo di incendi e di omicidi avviene il delitto di Sesto dell’ 8 giugno 2010 in cui una donna, di nome Raffaella Ingrassia, viene trovata in un lago di sangue, ha ferite ovunque, il volto è una maschera e ha ferite anche sulle braccia. Anche in questo caso non è possibile farsi una chiara idea della vicenda perché, dopo due giorni di notizie frammentarie e l’ accusa a un presunto colpevole che aveva una relazione con la donna, viene oscurato tutto. Ma a vedere bene le contraddizioni ci sono anche qui. Il presunto colpevole, che dice di essere arrivato a casa della donna a delitto compiuto e di essere scappato via, viene incastrato da alcune tracce di sangue invisibili a occhio nudo, ma che non possono sfuggire al luminol, un composto chimico utilizzato per scoprire quantità molto piccole di sangue. Se Raffaella è stata trovata in un lago di sangue ne consegue che chi ha commesso l’ omicidio dovesse avere i vestiti completamente intrisi di sangue quando è uscito dalla casa. Dicono che prima di uscire è andato in bagno a lavarsi. Bene si è lavato il viso e le mani ma non ha certo fatto una lavatrice dei vestiti insanguinati. Non poteva avere con sé dei vestiti di ricambio perché non ha né auto né motorino. Se aveva qualcosa di strano addosso lo avrebbero notato tutti perché il suo tragitto è un autobus molto frequentato che va da Sesto alla stazione e un altro autobus molto frequentato che va dalla stazione al Lungarno Colombo. Ma l’ elemento principe che non viene preso in considerazione è lo stato mentale di chi ha commesso l’ omicidio. Chi è colto da un raptus passionale si ferma dopo aver capito di aver commesso un gesto irreparabile. Non ha alcun motivo di indulgere in un numero elevato di coltellate che è invece proprio di una mente lucida, determinata a portare a termine il compito che gli è stato assegnato. E allora potremmo immaginare uno scenario completamente diverso. Qualcuno ha preparato l’ omicidio con mesi di anticipo, ha studiato attentamente le abitudini della vittima e del presunto colpevole, sapeva che Mauro quel pomeriggio sarebbe andato da Raffaella e sapeva che con l’ autobus ci vogliono almeno due ore dal Lungarno Colombo a Sesto, ha ucciso Raffaella indulgendo con abbondanza di colpi secondo il rituale prestabilito e ha lasciato la porta di casa aperta affinché Mauro potesse entrare e lasciare le sue impronte sul luogo del delitto. Consideriamo poi un altro elemento. Il marito con la figlia ventiduenne era in Puglia da alcuni giorni per motivi familiari. Certamente un’ ottima occasione per consumare senza problemi una relazione extra-coniugale ma in quel caso Raffaella non avrebbe opposto alcun rifiuto all’ allettante proposta. C’ è invece il sospetto che l’ assenza dei familiari per alcuni giorni sia stata un’ ottima occasione per mettere in atto tutti quei preparativi necessari a incastrare Mauro e a camuffare un sacrificio umano con un delitto a movente passionale. Sembra inoltre che Raffaella e Mauro avessero partecipato una volta a un rito satanico. E se andiamo ad analizzare le date dei vecchi delitti del mostro di Firenze possiamo dedurre che giugno e settembre siano due periodi particolarmente propizi per i riti satanici: trenta anni fa ne commisero due a giugno e tre a settembre e ora la storia si ripete. Il 13 settembre 2010 avviene un altro caso misterioso: un uomo, di nome Sergio Guidi, assillato da problemi di soldi, avrebbe dato fuoco al proprio ristorante e poi si sarebbe impiccato. Non ho avuto modo di approfondire l’ argomento perché ero lontano da Firenze ma molti elementi mi sembrano rientrare nelle logiche sopra descritte. Innanzitutto l’ organizzazione mostro di Firenze ha sempre colpito in settembre e il 13 è un giorno perfetto di ritualità esoterica perché il 13 in cartomanzia rappresenta la morte. L’ uomo prima di impiccarsi avrebbe mandato dei messaggi sms di scusa a dei conoscenti e mi sembra la stessa tecnica del delitto di Bagno a Ripoli in cui Lapo scrive la lettera di scuse ai genitori. Assurdo poi il messaggio spedito a dei collaboratori che avevano dei crediti nei suoi confronti: “ Mi avete ammazzato con le vostre pretese, non riceverete più una lira, arrangiatevi, addio ”. Io credo che se proviamo per un momento a metterci nella mente di uno che prova del rancore verso dei creditori la migliore vendetta è lasciarli senza alcuna spiegazione. Mai e poi mai uno in queste condizioni si affannerebbe anche a scrivergli “ arrangiatevi, addio ”. E secondo me non si affannerebbe neanche a dare fuoco al ristorante prima di impiccarsi. L’ incendio al ristorante sarebbe uno sforzo assolutamente inutile per uno che è stanco di vivere. E allora potremmo immaginare uno scenario completamente diverso. L’ uomo ha contravvenuto a delle regole non scritte o non ha onorato dei debiti e nella più classica tradizione massonica viene impiccato con l’ ulteriore spregio dell’ incendio del ristorante. Firenze è sempre stata una città difficile ma dalla primavera 2008, il colpo di stato della massoneria, è diventato pericolosissimo per chiunque vivere in una città divorata da un cancro allo stato terminale chiamato massoneria mentre i veri autori di questi omicidi non possono essere denunciati perché un vincolo di fratellanza massonica impedisce di farlo.