giovedì 15 novembre 2012

IL GOVERNO MONDIALE NEL PIANO DI A.M.ROTHSCHILD DEL 1773.



Un orefice ebreo, Amschel Moses Bauer, stanco di vagare nell’Europa dell’Est, decise, nel 1750, di stabilirsi a Francoforte sul Meno, in Germania. Egli aprì una bottega di contabilità, nel distretto ebraico e, sopra la porta di questa bottega, pose, come simbolo della sua attività, una Targa rossa. Questo fatto assume una grande importanza, poiché gli Ebrei, nell’Europa dell’Est, che appartenevano al Movimento Rivoluzionario, fondato sul terrorismo, avevano adottato anch’essi la Bandiera Rossa come loro emblema, e questo perché il rosso rappresentava il sangue! Amschel Moses Bauer, con un figlio nato nel 1743, di nome Amschel Mayer, morì nel 1754 quando questi aveva solo undici anni. Il ragazzo, a cui il padre aveva insegnato quanto aveva potuto sui princìpi rudimentali dell’attività dei prestatori di denaro, mostrò subito una grande abilità ed una straordinaria intelligenza. Qualche anno dopo la morte del padre, Amschel Mayer Bauer fu assunto, come impiegato, presso la Banca Oppenheimer e, per la sua abilità naturale nell’attività bancaria subito dimostrata, venne promosso alla posizione di socio junior della Banca.
In seguito, Amschel tornò a Francoforte dove si assicurò la proprietà e il controllo dell’attività che era stata fondata da suo padre nel 1750.
La Targa rossa spiccava ancora sopra la porta e, conoscendo il significato segreto di questo simbolo, Amschel Mayer Bauer decise di adottare un nuovo nome di famiglia.
“Targa rossa”, in tedesco si dice “Roth Schild”, e così nacque “La Casa dei Rothschild”.
Amschel Mayer Bauer visse fino al 1812 ed ebbe cinque figli, tutti educati e addestrati per divenire dei Capitani dell’alta finanza. Nathan, uno dei figli, dimostrò un’abilità eccezionale e, all’età di ventun’anni, andò in Inghilterra con lo scopo ben preciso di assicurarsi il controllo della Banca d’Inghilterra, con la finalità, poi, di collaborare col padre e coi fratelli, per fondare e consolidare un Monopolio Bancario in Europa.
La ricchezza cumulativa di questo Consorzio Internazionale Bancario poteva, poi, essere utilizzato per agevolare le segrete ambizioni che il padre aveva comunicato ai suoi figli. Per provare la sua abilità, Nathan Rothschild aveva moltiplicato le 20.000 sterline, che gli erano state affidate, in 60.000 sterline, in soli tre anni.
Nello studio del Movimento Rivoluzionario Mondiale, è importante ricordare che la Bandiera Rossa era stato il simbolo della Rivoluzione Francese come pure di tutte le rivoluzioni che l’hanno seguita.
Ancor più significativo, inoltre, è il fatto che quando Lenin, finanziato dai Banchieri Internazionali, rovesciato il Governo Russo, stabilì la prima Dittatura Totalitaria, nel 1917, i simboli usati erano una Bandiera Rossa, con una Falce e Martello, con impressa la Stella giudaica a cinque punte.
Nel 1773, all’età di soli trent’anni, Mayer Rothschild invitò, a Francoforte, dodici uomini ricchi e influenti, con lo scopo di convincerli del fatto che, se avessero unito le loro risorse, essi avrebbero potuto finanziare e dirigere il Movimento Rivoluzionario Mondiale, e usarlo come il loro Manuale d’azione per prendere il controllo delle ricchezze, delle risorse naturali e della forza lavoro di tutto il mondo.
Rothschild rivelò come la Rivoluzione Inglese fosse stata organizzata e mise in risalto gli errori che erano stati commessi.
Il periodo rivoluzionario era stato troppo lungo; l’eliminazione dei reazionari non era stata eseguita con sufficiente rapidità e spietatezza; il programmato “regno del terrore”, col quale si doveva ottenere la rapida sottomissione delle masse, non era stato messo in pratica in modo efficace. Malgrado fossero stati commessi tutti questi errori, lo scopo della Rivoluzione era stato raggiunto.
I banchieri, che avevano istigato la rivoluzione, avevano stabilito il loro controllo sull’economia nazionale inglese ed avevano consolidato il debito nazionale. Con l’intrigo, attuato su scala internazionale, essi avevano, poi, gradualmente aumentato il debito nazionale, prestando soldi per combattere le guerre e le rivoluzioni che essi avevano fomentato sin dal 1694.
Basando il suo argomento sulla logica e su solidi argomenti, Mayer Rothschild aveva mostrato che i risultati finanziari ottenuti con la Rivoluzione Inglese non sarebbero stati da paragonare a quelli che si potevano ottenere con la Rivoluzione Francese, a condizione che i presenti si unissero per mettere in pratica il Piano rivoluzionario che egli aveva studiato e aggiornato con grande cura.
Raggiunto l’accordo secondo il quale questo “Piano” sarebbe stato sostenuto da tutto il potere che poteva essere comprato con le loro risorse unificate, Mayer Rothschild svelò il suo “Piano Rivoluzionario”.
Con una sottile manipolazione consentita dalla loro ricchezza unificata, sarebbe stato possibile creare condizioni economiche di tale gravità da ridurre, con la disoccupazione, le masse a condizioni di fame e miseria. Con l’uso di un’accorta propaganda, poi, sarebbe stato facile far ricadere la colpa di questa tragedia sul Re, sulla sua Corte, sui Nobili, sulla Chiesa, sugli industriali e sui datori di lavoro.
I loro propagandisti ben pagati, quindi, avrebbero avuto facile gioco nel fomentare sentimenti di odio e di vendetta nei confronti delle classi dominanti, esponendo tutti i casi, reali o presunti, di sperpero, condotta licenziosa, ingiustizia, oppressione e persecuzione. Essi avrebbero inventato infamie per infangare altri che, se lasciati agire, avrebbero potuto interferire col loro piano globale.
Dopo questa introduzione generale, fatta per suscitare un ascolto entusiasta al piano che egli stava per svelare, Rothschild prese un manoscritto e procedette a leggere un piano d’azione accuratamente preparato.
Quanto segue è una versione succinta di ciò che mi è stato assicurato essere stata l’esposizione del complotto che aveva lo scopo di controllare le ricchezze, le risorse naturali e la forza - lavoro di tutto il mondo.
1. Il relatore iniziò a svelare il “Piano”, dicendo che, poiché la maggioranza degli uomini erano inclini al male piuttosto che al bene, il miglior risultato che si poteva ottenere nel governarli poteva essere raggiunto con l’uso della violenza e del terrorismo e non con discussioni accademiche. Egli continuò dicendo che, agli inizi, la società umana era soggetta alla forza bruta e cieca, la quale, col tempo, fu tramutata in LEGGE. Egli affermò che la LEGGE era un mascheramento della FORZA. Egli disse che era logico concludere che: “Per le leggi della Natura, il diritto si fonda sulla forza”!
2. Subito dopo, egli affermò che la libertà politica è solo un’idea e non un fatto. Egli disse che per usurpare il potere politico, tutto ciò che era necessario era di predicare il “Liberalismo”, cosicché l’elettorato, per amor di un’idea, avrebbe concesso parte del suo potere e prerogative che i complottatori avrebbero riunito nelle loro mani.
3. Rothschild affermò che il Potere di Dio aveva usurpato il potere dei governanti liberali, persino a quel tempo, nel 1773. Egli ricordò alla sua udienza che vi era stato un tempo in cui la FEDE aveva dominato, ma disse che, una volta che la LIBERTÀ avesse sostituito la FEDE, la gente non avrebbe saputo usarla con moderazione. Egli sostenne che per questo fatto, era logico assumere che il popolo avrebbe usato l’idea della LIBERTÀ per sfociare nella LOTTA DI CLASSE. Egli indicò che era indifferente, per il successo del suo piano, che i Governi legittimi fossero distrutti da nemici interni o esterni, poiché il vincente, per necessità, doveva sempre chiedere l’aiuto del “Capitale”, il quale “è interamente nelle nostre mani”!
4. Rothschild aggiunse che l’uso di ogni mezzo, per raggiungere il loro scopo finale, era giustificato sulla base che il regnante, che governava attraverso un codice morale, non era un politico competente perché si trovava in una posizione di vulnerabilità e di instabilità sul suo trono. Egli disse: “Quelli che desiderano governare devono ricorrere all’astuzia e devono essere convinti che le grandi qualità nazionali, come la franchezza e l’onestà, sono invece vizi, in politica”.
5. Egli affermò che “Il nostro diritto risiede nella forza. La parola DIRITTO è un pensiero astratto e non prova nulla. Io scopro un nuovo DIRITTO... attaccare col DIRITTO del forte, e spargere al vento tutte le forze esistenti dell’ordine e della legge, per ricostruire tutte le istituzioni esistenti e diventare il Signore sovrano di tutti quelli che ci hanno consegnato i DIRITTI e i loro poteri, per averli deposti volontariamente col loro ‘Liberalismo’”.
6. Egli, poi, ammonì i suoi ascoltatori con queste parole: “Il potere delle nostre risorse deve rimanere invisibile fino al momento in cui avrà raggiunto una tale forza che nessuna astuzia o forza potrà minarlo”. Egli li avvertì che ogni deviazione dalla LINEA del piano strategico, che egli stava tracciando, avrebbe rischiato di far naufragare “Il lavoro di secoli”.
7. Rothschild, poi, sostenne l’uso della “Psicologia della plebaglia” per ottenere il controllo delle masse. Egli spiegò che la potenza della plebaglia è cieca, priva di sensi, senza ragione e sempre alla mercé di suggestioni provenienti da ogni parte. Egli affermò: “Solo un governante dispotico può governare la plebe con efficacia, perché senza un dispotismo assoluto non vi può esistere una civiltà che è condotta NON dalle masse ma dalla loro guida, chiunque sia questa persona”. Egli li mise in guardia: “Il momento in cui la plebaglia prenderà la LIBERTÀ nelle sue mani, la trasformerà, immediatamente, in anarchia”.
8. Rothschild, poi, sostenne che l’uso di alcool, droghe, corruzione morale ed ogni altra forma di vizi, fosse utilizzato, in modo sistematico, dai loro “Agentur” [1], per corrompere la moralità della gioventù delle nazioni. Egli raccomandò di usare “Agentur” speciali addestrati come tutori, valletti, istitutori, contabili, e le nostre donne nei luoghi di dissipazione frequentati dai Goyim. Egli aggiunse: “Nel numero di questi ultimi, io conto anche le cosiddette donne di mondo che diventano seguaci degli altri nella corruzione e nella lussuria. Noi non dobbiamo fermarci davanti al ricatto, all’inganno e al tradimento, quando questi servono per raggiungere i nostri fini”.
9. Rivolgendosi alla politica, Rothschild rivendicò il loro DIRITTO di prendere le proprietà con ogni mezzo e senza esitazione se, nel far questo, essi si assicuravano sottomissione e sovranità. Egli dichiarò: “Il nostro STATO, marciando lungo il sentiero della conquista pacifica, ha il DIRITTO di rimpiazzare gli orrori delle guerre con le meno evidenti ma più efficaci sentenze di morte, necessarie a mantenere il “terrore” che genera la cieca sottomissione”.
10. Trattando il tema dell’uso degli “slogan”, Amschel Mayer Rothschild disse: “Nei tempi antichi, siamo stati noi i primi a mettere le parole “Libertà”, “Uguaglianza” e “Fraternità” sulla bocca delle masse. (...) parole ripetute fino ai giorni nostri dagli stupidi pappagalli; parole dalle quali anche il più saggio dei Goyim non potrebbe cavar nulla dalla loro astrattezza, e senza neppure notare la contraddizione del loro significato e inter-relazione”. Egli affermò che queste parole hanno portato sotto la loro direzione e controllo intere “legioni” “che hanno portato le nostre bandiere con entusiasmo”. Egli spiegò che non vi è alcun posto in natura per “Equaglianza”, “Libertà” o “Fraternità”. Egli disse  “Sulle rovine dell’aristocrazia naturale e genealogica dei Goyim (questo termine è coniato dai giudaisti e sta ad indicare negativamente i cristiani e, in generale, chi non è di religione ebraica quindi anche non circonciso), noi abbiamo sovrapposto un’aristocrazia del DENARO. La limitazione di quella aristocrazia è la RICCHEZZA che è in mano nostra”.
11. Egli, poi, espose la sua teoria riguardo la guerra.
Nel 1773, egli stabilì un princìpio che i Governi della Gran Bretagna e degli Stati Uniti, pubblicamente, annunciarono come loro politica comune, nel 1939. Rothschild affermò che la politica dei presenti doveva essere quella di fomentare guerre, ma di dirigere le Conferenze di Pace, in modo che nessuna delle due parti del conflitto potesse ottenere guadagni territoriali. Egli aggiunse che le guerre dovevano essere dirette in modo tale che le nazioni, coinvolte in entrambi gli schieramenti, sprofondassero sempre di più nel loro debito e, quindi, sempre di più sotto il potere dei loro “Agentur”.
12. Poi, fu la volta dell’Amministrazione.
Rothschild disse ai presenti che dovevano usare la loro ricchezza per favorire l’elezione, in posti pubblici, di candidati che fossero “servili e obbedienti ai nostri comandi, in modo da essere usati come ‘pedine’ nel nostro gioco da uomini ingegnosi e ben addestrati, che noi instaureremo dietro le quinte dei Governi, per agire come consiglieri ufficiali”. Egli, poi, aggiunse: “Gli uomini che noi ‘designeremo’ come ‘Consiglieri’ dovranno essere allevati, coltivati e addestrati sin dalla fanciullezza, in sintonia con le nostre idee, per dirigere gli affari del mondo intero”.
13. Poi, venne il turno della propaganda.
Rothschild spiegò come la loro ricchezza riunita potesse controllare tutte le fonti di informazione pubblica, mentre essi rimarrebbero nell’ombra e al sicuro da ogni attribuzione di colpa, senza curarsi delle ripercussioni causate dalla pubblicazione di libelli, calunnie o falsità. Egli disse: “Grazie alla nostra Stampa, noi abbiamo avuto l’oro nelle nostre mani nonostante il fatto che noi abbiamo dovuto raccoglierlo da oceani di lacrime e sangue... Ma siamo stati ripagati anche se abbiamo dovuto sacrificare molti della nostra gente. Ogni nostra vittima vale mille Goyim”.
14. Egli, in seguito, spiegò la necessità che i loro “Agentur” venissero allo scoperto ed apparissero in scena.
Quando le condizioni fossero giunte al loro punto più basso, e le masse fossero state già soggiogate con le privazioni e col terrore... Egli indicò che quando fosse giunto il tempo di restaurare l’ordine, essi avrebbero dovuto agire in modo che le vittime fossero indotte a credere di essere state depredate da criminali e da irresponsabili. Egli aggiunse: “Con l’esecuzione dei criminali e dei fanatici, dopo che essi hanno portato a termine il nostro pianificato ‘regno del terrore’, noi dobbiamo apparire come i salvatori degli oppressi ed i campioni dei lavoratori”. Il relatore continuò: “Noi siamo, invece, interessati proprio all’opposto... alla riduzione e all’uccisione dei Goyim”!
15. Rothschild parlò di come provocare la depressione industriale e il panico finanziario e come utilizzarli per servire i loro fini, e spiegò:
“La disoccupazione forzata e la fame, imposta alle masse, col potere che noi abbiamo di creare scarsità di cibo, creerà il diritto del Capitale di regnare in modo più sicuro di quanto non fosse quello della vera aristocrazia e dell’autorità legale dei Re”. Egli affermò che, avendo i loro Agentur il controllo della plebaglia, la plebe potrebbe essere usata per spazzar via tutti quelli che oserebbero intralciare il loro piano.
16. L’infiltrazione della Frammassoneria fu discussa in modo estensivo.
Rothschild disse che il loro scopo era quello di sfruttare i vantaggi che offriva il segreto massonico. Egli affermò che essi potevano organizzare le loro Logge del Grande Oriente all’interno della Massoneria Azzurra, in modo da continuare le loro attività sovversive e nascondere la vera natura del loro lavoro, sotto la copertura della filantropia. Egli disse che tutti i membri affiliati alle Logge del Grande Oriente dovevano essere usati per il proselitismo e per la diffusione della loro ideologia ateo-materialistica tra i Goyim. Egli terminò questa fase della sua presentazione con queste parole: “Quando suonerà l’ora dell’incoronazione del nostro Signore sovrano di tutti i Mondi, queste stesse mani spazzeranno via tutto ciò che potrebbe frapporsi al suo cammino”.
17. Egli espose il valore dell’inganno sistematico:
... dicendo che i loro agentur dovevano essere addestrati all’uso di frasi altisonanti e di slogan popolari. Essi avrebbero dovuto fare alle masse le promesse più prodighe. Egli osservò: “L’opposto di quello che è stato promesso può essere sempre dato in seguito... e senza conseguenze”. Egli argomentò che, facendo uso delle parole Indipendenza e Libertà, i Goyim potevano essere mossi ad un fervore patriottico tale da farli combattere persino contro le Leggi di Dio e della Natura. Egli aggiunse: “E per questa ragione, dopo aver ottenuto il controllo, il vero NOME DI DIO verrà cancellato dal ‘lessico della vita’”.
18. Egli, poi, dettagliò i piani per la guerra rivoluzionaria.
L’arte della battaglia di strada; e delineò il modello del “Regno del Terrore” che - egli insisteva - doveva accompagnare ogni sforzo rivoluzionario “perché è il mezzo più economico per portare la popolazione ad una rapida sottomissione”.
19. Venne poi il turno della Diplomazia.
Rothschild disse che, dopo ogni guerra, si deve insistere sulla diplomazia segreta “in modo che i nostri agentur, camuffati da consiglieri ‘politici’, ‘finanziari’ ed ‘economici’, possano portare a termine i nostri ordini, senza timore di esporre “il vero Potere Segreto” dietro gli affari nazionali e internazionali”. Rothschild disse ai presenti che, attraverso la diplomazia segreta, essi dovevano ottenere un tale controllo “che le nazioni non dovevano poter pervenire persino ad un irrilevante accordo privato, senza che i nostri agentur non vi avessero parte”.
20. Il Governo Mondiale come scopo finale.
Per raggiungere questo obiettivo Rothschild disse: “Sarà necessario creare dei monopoli immensi e riserve di tale ricchezza colossale che persino le ricchezze più grandi dei Goyim dipenderanno da noi, in tale misura che essi raggiungeranno il fondo, insieme al credito dei loro Governi, NEL GIORNO DOPO LA GRANDE CATASTROFE POLITICA”. Il relatore poi aggiunse: “Voi, gentlemen qui presenti, che siete economisti, potete avere un’idea del significato di questa combinazione”.
21. Guerra economica.
Vennero discussi i piani per spogliare i Goym delle loro proprietà terriere e industriali. Rothschild propugnò una combinazione di tasse elevate e competizione sleale per portare alla rovina economica i Goyim nei loro interessi finanziari nazionali e nei loro investimenti. In campo internazionale, egli disse che potevano essere spinti fuori mercato. Questo poteva essere ottenuto con un accurato controllo delle materie prime, con agitazioni organizzate dei lavoratori per avere una riduzione dell’orario di lavoro, ma con aumenti salariali, e con la sovvenzione dei loro concorrenti. Rothschild ammonì i suoi cospiratori che essi dovevano fare in modo che “gli aumenti salariali, ottenuti dai lavoratori, non dovevano beneficiarli in alcun modo”.
22. Armamenti.
Fu suggerito di lanciare una corsa agli armamenti in modo tale che i Goyim potessero distruggersi a vicenda, ma su una scala così colossale che alla fine “non rimarranno solo che masse di proletariato nel mondo, con pochi milionari devoti alla nostra causa... e forze di polizia e militari sufficienti a proteggere i nostri interessi”.
23. Il Nuovo Ordine.
I membri del Governo Mondiale verranno designati dal Dittatore. Egli sceglierà uomini tra gli scienziati, economisti, finanzieri, industriali, e dai milionari, perché “in sostanza, tutto verrà regolato dal problema dei numeri”.
24. Importanza della gioventù.
Rothschild enfatizzò l’importanza di catturare l’interesse della gioventù ammonendo che “I nostri Agentur dovranno infiltrarsi in tutte le classi, a tutti i livelli della società e del Governo, per raggirare, confondere e corrompere i membri più giovani della società, insegnando loro teorie e princìpi che noi sappiamo essere falsi”.
25. Le Leggi Nazionali e Internazionali:
... non devono essere modificate, ma usate come sono per distruggere la civilizzazione dei Goyim “semplicemente col torcerle nella contraddizione dell’interpretazione che prima maschera la legge, e poi la nasconde completamente. Il nostro scopo finale è quello di sostituire l’ARBITRATO alla LEGGE”.
Mayer Rothschild, poi, disse alla sua udienza: “Voi potrete pensare che i Goyim si solleveranno contro di noi con le armi, ma, nell’OCCIDENTE, contro questa possibilità, noi abbiamo un’organizzazione di un tale terrore terrificante da far tremare anche i cuori più gagliardi... gli “Underground”... i “Metropolitani”.. i corridoi sotterranei... questi saranno creati nelle capitali e nelle città di tutti i paesi, ancor prima che questo pericolo ci possa minacciare”.
***
La parola “OCCIDENTE”, usata da Amschel Mayer Rothschild, è di estrema importanza.
Questo chiarisce che Rothschild stava rivolgendosi a uomini che avevano aderito al “Movimento Rivoluzionario Mondiale”, che ebbe inizio con il “Pale of Settlement” [2] (= confine di insediamento) nell’EST. A questo proposito, si deve ricordare che, prima che Amschel Moses Bauer si stabilisse a Francoforte sul Meno (Germania), egli aveva esercitato il suo mestiere di orefice e argentiere, viaggiando estensivamente nell’Est europeo dove egli, indubbiamente, aveva incontrato gli uomini ai quali suo figlio Amschel Mayer si era rivolto, dopo esser cresciuto da prestadenaro a banchiere, e dopo aver stabilito “la Casa dei Rothschild” nella Judenstrasse, proprio il luogo in cui fu tenuto questo incontro, nell’anno 1773.
Note:
[1] La parola “Agentur” significa un corpo completo e organizzato di agenti-spia, contro-spie, ricattatori, sabotatori, ed ogni cosa o persona che, al di fuori della Legge, sia capace di aiutare, avvantaggiare o far avanzare i piani segreti e le ambizioni dei cospiratori internazionali.
[2] Il “Pale of Settlement”, o “Confine di insediamento”, era una zona geografica, situata nella parte occidentale della Russia, che si stendeva dal Mar Baltico, a nord, fino al Mar Nero, a sud, e dove la maggior parte degli Ebrei, migrati nell’Europa dell’Est, erano stati costretti a risiedere e confinati, a partire dall’anno 1772. La maggioranza erano Ebrei Khazari, noti per la loro cultura yiddish e per le loro pratiche rapaci in campo finanziario, e per la loro mancanza di etica nelle transazioni commerciali.

mercoledì 7 novembre 2012

CONOSCERE LA MASSONERIA DA CHIESA VIVA.


Nello stesso anno, 1857, Mazzini fomentò una congiura contro Napoleone III - e non era la prima - per spingerlo, col terrore, ad impegnarsi più efficacemente all’unità d’Italia. I tre sicari, Tibaldi, Bartolotti e Grilli, che dovevano trucidare l’imperatore, fallirono, e il Procuratore imperiale, nel-l’udienza del 7 agosto 1857 a Parigi, affermò che Mazzini e Ledru Rollin erano i capi responsabili di tutte le congiure tentate per l’assassinio di Napoleone III.
Il 14 gennaio 1858, a Parigi, dove in quel periodo si trovava Lemmi, ci fu un nuovo attentato contro Napoleone III: tre bombe fulminanti uccisero 8 persone e ne ferirono altre 156! Gli autori principali dell’atto terroristico, Orsini, Pieri, Rudio, tutti uomini di Mazzini, furono condannati a morte.
Questo sanguinoso attentato scatenò la reazione di tutti gli Stati europei contro l’uomo che aveva organizzato e gestiva tutta la rete terroristica europea: Giuseppe Mazzini.
Anche Cavour si scagliò contro questa sètta di assassini e il suo capo, Mazzini, e, nel suo famoso discorso del 16 aprile 1858, in Parlamento, disse: «Dopo il 1831, si costituì dentro e fuori l’Italia una sètta... Questa sètta è la “Giovine Italia” (...) che ha concepito, che professa e che predica la nefasta e orribile dottrina dell’assassinio politico!».
La “Giovane America”, sempre fondata e diretta da Mazzini, non era da meno della “Giovane Europa”. Nel 1853, essa fece eleggere a presidente degli USA il generale sudista e schiavista, Franklin Pierce, perchè Mazzini lo sostenne scrivendo in una lettera: «... egli si è impegnato a mandare rappresentanti americani in Europa che ci saranno favorevoli...». L’amministrazione di Pierce, infatti, pullulò di schiavisti, membri della “Giovane America”. Tra questi vi fu Sanders, intimo di Mazzini, il quale non appena arrivò a Londra, come console americano, organizzò un “party rivoluzionario” a casa sua, il 21 febbraio 1854, con Mazzini e i suoi fedelissimi; party che provocò il suo richiamo da Londra da parte del Congresso americano. Pochi anni dopo, finita la Guerra Civile, George Sanders fuggì a Londra dagli Stati Uniti, perchè sulla sua testa pendeva una taglia di 25.000 dollari, in quanto era stato riconosciuto complice nel piano di assassinio del presidente Abramo Lincoln!
Questa rete di assassini di Mazzini, includeva anche un’organizzazione criminale a noi tristemente nota: la MAFIA! Diversi autori hanno documentato questa inquietante realtà.
Lo storico, Juri Lina, nel suo libro “Architects of deception”, a proposito della MAFIA di Mazzini, scrive: «Nel 1860, Mazzini creò un’organizzazione chiamata “L’Oblonica”, un nome che deriva dalla parola greca “obèlós”, che significa “spiedo o pugnale”. In questo gruppo, egli ne formò un altro più interno: una banda moderna di criminali, chiamati MAFIA, che era l’acronimo di: Mazzini, Autorizza, Furti, Incendi, Avvelenamenti».
Lo storico americano David L. Chandler, nel suo libro “Brothers in Blood”, scrive che «New Orleans divenne il punto di raccolta dei “picciotti” di Mazzini», e che «Durante il periodo delicato e caotico che seguì la Guerra Civile americana (1865), gli uomini legati a Mazzini agirono come veri e propri sabotatori del processo di pacificazione della Repubblica americana. Quest’opera di sabotaggio li vide impiegati nella guerriglia condotta dal generale Albert Pike contro il Governo federale di Lincoln e costituì uno dei primi esempi di attività mafiosa negli Stati Uniti. (...). Era di pubblico dominio che dietro il crimine ci fossero persone al di sopra di ogni sospetto; la parola MAFIA, infatti, era spiegata con l’acronimo: Mazzini, Autorizza, Furti, Incendi, Attentati».
Tre altri autori, Kalimtgis, Goldman, Steinberg, nella loro opera “Droga S.p.a.”, presentano la rete di controllo finanziario dell’Alta Massoneria ebraica dei B’nai B’rith e della Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato, il cui capo era il generale Albert Pike, come un insieme di famiglie di finanzieri ebrei, facenti capo alla dinastia finanziaria dei Rothschild (da cui dipendeva anche Mazzini).
Gli Autori scrivono: «i tagliagole del Ku Klux Klan di Albert Pike, insieme ad un certo Macheca, scatenarono in tutto il Sud degli Stati Uniti una tale ondata di violenza da distruggere, in pochi anni, dopo l’assassinio di Lincoln, il programma che il presidente aveva messo a punto. (...). Fu Macheca che s’incaricò di preparare il terreno per Giuseppe Esposito, l’uomo che, per conto di Mazzini, diede la prima base organizzativa alla struttura della MAFIA negli USA. Molto legato a Mazzini, Esposito lasciò la Sicilia verso il 1870 ed arrivò a New Orleans, dove prese contatti con Macheca. (...). Il risultato del viaggio di Esposito fu di trasformare le società segrete di siciliani in cellule del crimine organizzato. Il rappresentante di Mazzini (Esposito) aveva un’autorità assoluta sui padrini locali, persino su Macheca».

LA FALCE E MARTELLO DA CHIESA VIVA.


«Falce e martello sono entrambi simboli massonici, presenti nel “quadro di loggia” già nel primo grado di iniziazione, quello di “Apprendista”, in forma separata di martello e falce di luna. Altro che alleanza tra operai e contadini! Il martello (...) simboleggia il potere e la forza con lo stesso significato del pugno chiuso. La falce, invece, è l’emblema della filosofia, intesa come surrogato assoluto alla religione (...)».
Ecco la funzione del martello del comunismo: il massone Mauro Macchi così scriveva nella Masonic Review del 1874: «La chiave di volta di ogni sistema opposto alla Massoneria è il sentimento trascendentale che trasporta gli uomini al di là della vita presente (...).Finché questo sistema non sia distrutto dal martello della Massoneria, avremo una società di povere creature ingannate, che tutto sacrificano per ottenere la felicità in una esistenza futura».
Dovunque il comunismo abbia raggiunto il potere, il “martello della Massoneria” non ha conosciuto sosta nel perseguitare “quelle povere creature ingannate”, torturandole, mettendole a morte e seminandone di cadaveri intere nazioni! Dove questa politica genocida del “martello” non è stata direttamente applicabile, il comunismo ha ripiegato sulla politica della “falce”; quella propugnata da Engels, e cioé il lavoro lungo e paziente teso a organizzare ed educare la popolazione per ottenere il declino della religione ed estirpare, poi, il fondamento cristiano della società.
Ma le direttive provenivano sempre dai vertici della Massoneria! Così, infatti, si esprimevano i suoi “Capi Incogniti”, nella citata lettera al generale Garibaldi: «... è la Religione che deve essere il pensiero costante dei tuoi assalti; perché un popolo non ha mai sopravvissuto alla sua Religione e perché uccidendo la Religione noi avremo in mano e la Legge e la Proprietà (...)».
Ma la simbologia della “falce e martello” non si esaurisce in quanto abbiamo già esposto. E’ sempre nel segreto delle Logge che si può scoprire un altro significato più profondo: quello di “Rivoluzione Sessuale”; una rivoluzione che fa leva sul sesso utilizzandolo, unicamente, come strumento di perversione del popolo!
Il simbolo della “falce e martello” nel suo significato di perversione sessuale, si può desumere dall’interpretazione sulla natura dell’uomo della leggenda di Hiram illustrata da Mons. Meurin: questo simbolo non è altro che l’insieme delle lettere “G” e “T”, rispettivamente simbolo della “copula tra uomo e donna” e del “culto del fallo”, capovolte e fra loro incrociate, e stilizzate sotto le forme di una falce e di un martello per rendere irriconoscibile il loro significato scabroso e immondo!
Ecco lo stesso significato presentato, ancora, a chiare lettere: «(La lettera) “G” significa Generazione, cioè i simboli e gli atti dei culti fallici dell’antichità, l’umanità scesa nel fango, nel regno inferiore della scimmia che reputa sua ante-nata; donde la soppressione della vita soprannaturale».
Ora, è interessante leggere il “Dizionario massonico” del massone Luigi Troisi dove, illustrando la croce uncinata, spiega che la svastica «in Massoneria è una delle rappresentazioni G.A.D.U.», vale a dire il Grande Architetto dell’Universo, il dio della sètta, Satana; e, citando la rivista ufficiale della massoneria italiana, Hiram, aggiunge che la svastica “simboleggia la copula tra l’uomo e la donna”.
Tra la lettera “G” e “T”, che incrociate formano la “falce e martello”, e la “svastica”, quindi, per la Massoneria, sembra non esservi alcuna differenza di significato! Entrambi sono simboli di Satana e del culto del fallo!
La falce e martello”, quindi, è l’effige del programma della Massoneria per l’opera di corruzione dell’intera popolazione; cioé è il simbolo della seconda tappa nella via del male”: quella dell’uomo che combatte contro Dio”; quella che devecombattere la morale cattolica”, per assolvere, in tal modo, secondo la Massoneria, ai “Doveri dell’Uomo verso il prossimo”!
Lo aveva scritto lo stesso Capo d’Azione politica della Massoneria Universale, il Nubius, in una sua direttiva segreta del 1838: «Or è deciso nei nostri Consigli che noi non vogliamo più cristiani; dunque, non facciamo martiri! ma popolarizziamo il vizio nelle moltitudini. Che lo respirino con i cinque sensi, che lo bevano, che se ne saturino...».
Le parole d’ordine della Massoneria sono: Libertà, Eguaglianza, Fratellanza. Per i massoni, Libertà significa distruzione di ogni autorità civile, ecclesiastica e domestica; Eguaglianza vuol dire la distruzione di ogni dignità, dignità reale e di sacerdozio; Fratellanza implica la distruzione dei vincoli della Patria, della famiglia e della proprietà».
Sono gli stessi Capi Incogniti della Massoneria che “svelano al massone Garibaldi il vero significato di queste parole: Libertà,Uguaglianza, Fratellanza; e sono sempre loro che affermano che è solo scatenando le passioni umane”, “gli appetiti umani egli odii umani che la Massoneria riuscirà a sconvolgere la civiltà cristiana!
Per la realizzazione di questo programma, venne fondata, il 1° maggio 1776, dall’Alta Finanza, capeggiata dalla famiglia dei banchieri ebrei Rothschild, una sètta satanica:l’Ordine degli Illuminati di Baviera che, nel giro di breve tempo, assunse il controllo delle più svariate obbedienze massoniche.
Il programma segreto di questo Ordine condensava in sei punti le sue direttive sataniche:
1)abolizione della Monarchia e di ogni altro Governo legale;
2)abolizione della proprietà privata;
3)abolizione del diritto di eredità privata;
4)abolizione del patriottismo e della lealtà militare;
5) abolizione della famiglia, cioè del matrimonio come legame permanente, e della moralità familiare; permesso di libero amore; l’educazione dei figli da affidarsi alla comunità;
6)abolizione di qualunque religione.
Ebbene, questo programma segreto lo si ritrova, nella sua quasi totalità, nel programma politico del Manifesto Comunista del 1848. Il comunismo, quindi,non è nato nel 1848, bensì nel 1776, perché le sue radici affondano nelle retro-logge massoniche dell’Ordine satanico degli Illuminati di Baviera, il quale sintetizzava il suo odio verso la Chiesa cattolica e la civiltà cristiana nelle celebri frasi: «(Dobbiamo) strangolare l’ultimo re con le budella dell’ultimo prete», e: «Dobbiamo distruggere tutto, senza riguardo, pensando solamente a questo: il più possibile e il più presto possibile»!
Non è, quindi, una sorpresa scoprire che i fondatori del comunismo internazionale appartenevano a questa sètta satanica, si rifacevano alle sue idee e si alimentavano alle sue risorse finanziarie!